Dobbiamo prendere la vita alla leggera?

Da un lato siamo bombardati da stimoli negativi su stragi, disgrazie e quant’altro, dall’altro siamo continuamente sollecitati alla positività e all’ottimismo.

Coloro che appartengono alla prima categoria tendono a essere diffidenti, negativi e spesso catastrofici, arrivando a essere depressi e a rovinarsi la vita (oltre a quella degli altri).

I secondi, invece, bandiscono assolutamente il pessimismo arrivando all’estremo opposto, vivendo la superficialità.

Che fare? Gli antichi dicevano giustamente: la virtù sta nel mezzo. Quindi, essere ottimisti ma realisti, in pratica non chiudere gli occhi, le orecchie e la bocca, come le tre scimmiette, ma saper essere consapevoli della sofferenza, della disgrazia per poterla affrontare e superare con coraggio e per mostrare sincera solidarietà agli altri.

Vi posso assicurare che entrambe le categorie di persone danneggiano seriamente sé stessi e gli altri.

La superficialità, il volere vivere con leggerezza la vita rientrano in uno dei sette peccati capitali: l’accidia, così poco conosciuta. Mi spiego meglio.

Le persone superficiali usano il riempimento e la distrazione per estraniarsi dal dolore. Ad esempio, mangiano, bevono, si drogano, fanno sesso, non approfondiscono le relazioni, fanno feste a qualsiasi età per riempire un vuoto o per distrarsi e non pensare ai loro problemi.

Anche le relazioni sono superficiali: ci si vede per ridere, scherzare, mangiare fuori…. Appena, però, compare la malattia di qualcuno, la tristezza per un dolore subito da qualche amico spariscono, facendosi vivi con insulsi messaggini, che ti fanno stare anche peggio di come ti senti, o addirittura spariscono!

Altri si chiudono nel loro egoismo pensando: “Meglio sia successo a lui che a me”.

Le amicizie, gli amori veri diventano davvero difficili al giorno d’oggi. Si deve vivere nella superfice per non soffrire, perciò alcune persone, magari dopo sofferenze infantili o relazionali, hanno il terrore di coinvolgersi e cosa fanno? O trovano un amore impossibile e possibilmente molto lontano, o si separano alla prima difficoltà o ancora passano da un partner all’altro, come facessero una collezione o una gara con gli amici.

“Non faccio del male a nessuno” si giustificano. Dipende se l’altra persona si innamora, dopo un’ avventura, ma fanno soprattutto male a sé stessi perché si privano di vivere la vera vita, fatta di autentiche amicizie e sentimenti profondi.

Comunque, anche se scappi dai problemi, arriverà il momento in cui ti piomberanno addosso con tutta la loro violenza. Gli antichi dicevano: “i nodi arrivano al pettine”.


di MARIA CRISTINA STROCCHI | 28/12/2018