10 segreti per non restare single a vita

“No, non ne voglio più sapere”, “Sono tutti uguali”, “Tanto, va sempre a finire nello stesso modo”: sono solo alcuni dei pensieri che alimentano la singletudine di ritorno o protratta di molte persone che da soli, in realtà, non vorrebbero più stare. Si tratta allora di uno stato mentale il ritrovarsi costantemente sprovvisti di un compagno con cui avere una progettualità? Si devono continuare ad ascoltare quelli che dicono che “bisogna bastarsi da soli, prima di tutto”, o quelli che suggeriscono di cambiare abitudini, frequentazioni, atteggiamento, o ancora di provare a iscriversi a un’altra chat di dating? No, dicono gli esperti, bisogna ascoltare se stessi per conoscere davvero cosa alimenta il bisogno di diventare parte di una coppia. Ma anche osservare come si compiono piccole azioni quotidiane come camminare, togliersi le scarpe, o pulire la casa perché può dirci quanto siamo pronti a intraprendere una vita a due, sostiene la psicologa americana Brenda Shoshanna che ha trovato nello Zen la via per aprire il cuore. Per farla breve, si tratta di consapevolezza di sé. «Per amare, e diventare un Uno con un’altra persona, bisogna innanzitutto che diamo la possibilità che ciò che avvenga. Bisogna compiere la ricerca dell’altro con un obiettivo molto chiaro, senza far sì che quell’obiettivo diventi un limite all’esperienza della scoperta», sostiene Maria Cristina Strocchi, psicologa, psicoterapeuta ed esperta di tematiche di coppia che ci ha svelato 10 segreti per non rimanere single a vita.

1. Non solo cuore, ma anche ragione

«Tendiamo ad ascoltare le ragioni del cuore e a pensare che per innamoraci di qualcuno serva guardarsi attentamente attorno per incontrare quello sguardo che ci darà un brivido più forte. Così, magari se siamo a digiuno d’affetto da tempo, iniziamo a fantasticare sul fatto che quella sensazione sia un segnale positivo per il nostro futuro a due. Peccato che questo succeda nelle favole, nella vita reale la storia è diversa», fa riflettere la psicoterapeuta. Per cambiare status, serve equilibrio dentro, e la giusta dose di irrazionalità e razionalità. «Per non restare single, bisogna non lasciarsi guidare solo dalle emozioni, ma anche dalla ragione».

2. Non avere paura dell’amore

Chi non ha avuto un’esperienza amorosa negativa, pur avendoci investito tutte le energie che aveva a disposizione? Tanti, di certo. E a seguito di quel doloroso epilogo, oltre a chiudere la storia, hanno iniziato ad avere timori sulla possibilità di riprovare di nuovo un sentimento così coinvolgente. «Andare incontro all’anima gemella richiede una personale visione positiva dell’amore. Noi, prima di tutto, dovremmo amare la nostra capacità di amare, per poi donare il sentimento a qualcun’altro», sostiene Maria Cristina Strocchi. E per farlo, dovremmo lavorare sulle paure consce e inconsce. «Ci si lascia andare alla conoscenza dell’altro solo se si ritiene che l’amare non sia un pericolo».

3. Si vale, anche se si è ancora da soli

Succede soprattutto alle donne: essere da sole può farle sentire meno attraenti di altre che sono già in coppia, o meno sicure di sé. «Se non si ha una buona stima di se stessi, si tenderà a diventare ancora più aggressivi e sfiduciati nell’incontro con l’altro. Questo potrebbe dipendere anche da come si è stati amati da piccoli, o da come si è vissuti all’interno della coppia genitoriale», sostiene la psicoterapeuta. Ma, avverte l’esperta, «Se non si lavora sulla propria crescita personale, scoprendo i propri punti di forza e di debolezza, anche quando si intraprenderà una relazione sentimentale si rischia di andare alla continua ricerca di conferme da parte del partner, di essere troppo compiacenti o dominanti con il lui o lei in questione. Ma, pur ricevendo le risposte che stiamo cercando dall’altro, potrebbero non essere mai abbastanza, se non ce ne convinciamo per primi noi». Ecco che allora il rapporto potrebbe incrinarsi, se non addirittura spezzarsi.

4. Esprimere senza timori il dolore

Gli uomini hanno più difficoltà a esprimere il dolore nato da fallimenti sentimentali. «Tenere dentro questo sentimento, che fa male e che fa sì che la ferita si mantenga aperta a lungo, non aiuta ad andare incontro a un potenziale partner», spiega Marica Cristina Strocchi. Dovremmo, allora, esternare le emozioni che limitano il cambiamento di status, «per renderle, in un certo senso, visibili non solo dentro, ma anche fuori di noi. In questo modo possiamo elaborarle e apprendere la lezione che ci hanno insegnato». Per non ripetere più gli stessi sbagli, ma farne altri, possibilmente migliori.

5. Non recitare

Se intorno ai 40 si è ancora single, si potrebbe iniziare a pensare con una maggiore frequenza che sia ora di accasarsi. Se si percepisce che la società e la famiglia di origine se lo aspettano, poi, potrebbe chiederci di accelerare i tempi. Il rischio, però, è quello di nascondersi dietro a una maschera pur di piacere a qualcuno con cui realizzare il progetto di essere parte di una coppia. «È uno dei modi per rendersi infelici in futuro», avverte la psicoterapeuta. «Perdere la condizione di single per acquisire lo stato di partner non vuol dire accontentarsi, ma accettare l’idea che l’uomo o la donna perfetta non esistono perché noi siamo i primi a non esserlo. Sono due cose ben distinte. L’autenticità e la ricerca della stessa nell’altro, aiutano a superano i limiti personali e di coppia. La finzione, invece, siccome non può essere recitata in eterno, creerà difficoltà».

6. Non avere fretta

Se si conosce una persona che potrebbe piacerci e con cui iniziare a immaginare una vita a due, non bisogna pressarlo a fare il passo. «Ognuno di noi ha una storia personale con cui fare i conti. Se si trasmette all’altro l’idea che è il bisogno di costruire una vita a due a dettare le nostre richieste, si rischia di allontanare il traguardo sperato. Bisogna lasciarsi sempre uno spazio individuale, coltivando i propri interessi, senza pretendere di entrare in simbiosi completa già da subito», spiega la psicoterapeuta. Il tempo, poi, è sempre un galantuomo, come dice la saggezza popolare: la persona che stiamo frequentando potrebbe essere un diesel e mostrarsi con maggiore lentezza rispetto a noi. «Prendiamoci il tempo necessario per capire se chi abbiamo incontrato può avere le risorse intellettuali, la capacità di entrare in sintonia con le nostre emozioni e il reale desiderio di fare e sostenere un progetto condiviso».

7. Smontare le convinzioni limitanti

Viviamo nell’era del “tutto e subito”: se chi si è incontrato non risponde fin dalle prime ore alle aspettative amorose, allora, meglio lasciare perdere e procedere nella ricerca. «Diventare coppia vuole anche dire sapere sostare nel rapporto osservando e non giudicando la persona che si ha di fronte, comprendere insieme come superare le inevitabili difficoltà che la vita ci metterà davanti. È un allenamento che dobbiamo fare per diventare coppia. A volte, però, ci si pregiudica la possibilità di una vita a due a causa delle nostre convinzioni limitanti, quelle che ci hanno portati a compiere sempre la stessa scelta perché non siamo ancora riusciti a smontarle. Tra queste, “Non valgo abbastanza”, “Se non fa tutto quello che voglio, allora non mi vuole”, ecc. Se un uomo o una donna incontrati da poco non si sono rivelati subito brillanti come vorremmo, o non sono stati così loquaci e divertenti come immaginiamo debba essere il nostro partner, aspettiamo un momento e tentiamo di lasciare loro il tempo di mostrare se possono essere chi stiamo cercando oppure no. Parliamo dei nostri bisogni, l’altro non ha la sfera di cristallo», suggerisce Maria Cristina Strocchi.

8. Lasciare andare l’ex

Molti single di ritorno lo sono perché non riescono a lasciare andare il pensiero dell’ex. Continuano a fare confronti ogni volta che incontrano persone nuove, o ad avere il timore che l’altro si comporti come il partner precedente. «In questo caso, consiglio di parlare con un esperto per scrivere una volta per tutte la parola fine al rapporto con l’ex e vedere il passato come passato e non più come un presente limitante e frustrante», suggerisce Maria Cristina Strocchi.

9. Provare gratitudine

Essere single in modo consapevole vuol dire aprirsi a nuove possibilità. Se si cerca un partner sull’onda della pretesa di cambiare status il prima possibile, si rischia di perdere tante occasioni per godersi davvero la vita. «Allenare il senso di gratitudine ci predispone in uno stato d’animo pieno di riconoscenza e animato da sentimenti con vibrazioni più alte. Questo farà sì che attrarremo persone più affini a noi», afferma la psicoterapeuta. Cerchiamo, quindi, di essere grati agli amici per il tempo che passeranno con noi, alla bellezza che racchiudono momenti semplici come la condivisione di un tramonto con un passante, o un cena improvvisata a cui questa volta non si dirà di no solo perché non c’è nessuno di nuovo da conoscere.

10. Interrogarsi sulla propria capacità di dare

Quando si arriverà a essere in due, che cosa si intende dare all’altro? Questa è una domanda da farsi, perché una coppia è fatta di condivisione. L’amore sa donarsi, non chiede e non pretende. «Come vorremo essere trattati dall’altro che incontreremo? Iniziamo a essere come vorremmo che fosse la persona che diventerà il nostro partner. Osserviamo cosa siamo capaci di donare, che tipo di attenzioni diamo, quanto sappiamo ascoltare davvero i bisogni di chi ci è accanto. Sarà un modo per aprirsi ancora di più al sentimento dell’amore», consiglia Maria Cristina Strocchi.

Servizio di Antonella De Minico. Con la consulenza di Maria Cristina Strocchi, psicologa, psicoterapeuta, esperta di tematica di coppia a Vicenza.

di MARIA CRISTINA STROCCHI | 17/09/2018