Dove è finito il rispetto?

Oggigiorno sembra proprio che molta gente abbia dimenticato il significato della parola rispetto.

Volete degli esempi? Per strada, sempre più automobilisti, camionisti, pedoni ti mandano a quel paese o peggio ti insultano anche se hanno torto, quando ti va bene. In atri casi, addirittura ti menano o ti uccidono. Sono in aumento coloro che guidano in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze.

Sempre più spesso troviamo muri imbrattati, rifiuti, siringhe, bottiglie nei parchi arrivando a tagliare la testa alla statua della Madonna (che ultimamente è stata rimessa a posto) nella mia città, o a rovinare monumenti o aree che fanno parte del patrimonio culturale. Per il denaro, molte aziende non rispettano l’ambiente e gli animali che mangiamo, incuranti della salute altrui. Per non parlare delle banche che hanno truffato onesti risparmiatori senza vergogna né pietà, degli ambienti di lavoro in cui il mobbing imperversa e, se sei diverso, vieni maltrattato. A scuola c’è il bullismo, in famiglia aumentano i casi di figli nullafacenti che picchiano i genitori, in coppia sono incrementati i femminicidi perché non sei neanche più libero di lasciare o di non amare più o ci si lascia alla prima difficoltà, naturalmente con un’altra persona con cui magari si vuole fare una famiglia dopo tre mesi, mettendo da parte un marito o una moglie con cui si è costruita una famiglia con figli.

La lista potrebbe essere molto più lunga.

Qual è la causa di tutto ciò? Ultimamente la soglia di tolleranza dell’aggressività è aumentata a causa della mancanza di valori. Un tempo la Chiesa e lo Stato erano una garanzia di sicurezza e giustizia. Ora siamo in balia di valori effimeri, come la bellezza, i beni di consumo, i social, gli smartphone, in cui vige la legge del più forte in questa corsa frenetica, verso dove? Mi domando spesso.

C’è sempre più gente di ogni età sola, che non comunica più, che preferisce fare festa piuttosto che coltivare gli affetti e le amicizie.

La giustizia fa acqua perché non c’è la certezza della pena e poi, come diceva mia madre,: “Articolo quinto: chi ga schei ga vinto!”.

Bisognerebbe rieducare gli adulti al rispetto in modo che riescano a trasmetterlo ai figli e nelle scuole si dovrebbe costituire una materia fondamentale: I VALORI VERI DELLA VITA- rispetto, giustizia, equità, amore.


di MARIA CRISTINA STROCCHI | 28/12/2018