Ma come fanno le coppie che durano?

E vissero felici e contenti non è solo il finale di una favola, a volte, è realtà. Abbiamo chiesto a due psicoterapeuti di coppia come si nutre una vita a due longeva

Nonostante le statistiche poco incoraggianti sui matrimoni di lungo corso, le coppie che durano esistono. Non c’è da invidiarle, o da pensare che si tratti di una fortunata alchimia destinata a pochi. Dovremmo, semmai, ammirarle, osservarle, e cercare di carpirne i segreti. Per scoprire come hanno fatto a diventare anziani insieme e ad avere ancora voglia di tenersi per mano seduti su una panchina al parco, a parlare con tenerezza anche del male all’anca. Ma un segreto sveliamo subito: il sentimento, seppur forte, c’entra fino a un certo punto. Sì, perché l’amore da solo non basta per tenere fede alla promessa del “finché morte non ci separi”. Serve ben altro. «Ci vuole coraggio per sposarsi e farlo per tutta la vita», ha ripetuto recentemente Papa Francesco ai novelli sposi. Aggiungendo che non bisogna dimenticare di dirsi al momento giusto tre semplici parole: grazie, permesso, scusa. Che nella routine quotidiana potremmo intenderle come sinonimi di rispetto, riconoscimento e non dare mai l’altro per scontato. È che a volte la situazione ci scappa di mano, e dalla bocca esce tutt’altro. Sentenziamo giudizi senza aver indagato sulle vere motivazioni dell’altro, pronunciamo verità nude e crude, oppure tacciamo e pian pianino alziamo muri invalicabili. «Ecco perché ci vuole coraggio per stare insieme a lungo», sostiene lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia: «solo chi sa esercitarlo, come diceva Seneca, è davvero libero. E se non ci si sente liberi di essere se stessi nel noi, nel lungo periodo, ci si stanca».

Imparare a chiedere
Esiste il partner perfetto? Se all’inizio di una relazione è facile pensare che l’ultimo arrivato sia quello giusto, man mano che passano i mesi le cose che non ci piacciano ci saltano all’occhio con molta agilità. Non chiude mai niente per bene, non sparecchia la tavola neanche se lo minaccio, o non porta fuori di casa la spazzatura nemmeno se gliela metto davanti alla porta: quante volte abbiamo trovato man forte da qualche amica su questi temi? Non si contano, probabilmente. Ma anziché dare segnali di fumo, abbiamo mai detto esplicitamente all’altro, con toni gentili, cosa ci piacerebbe? «Nutrire aspettative, senza mai esternare ciò che desideriamo in concreto, come per esempio una maggiore collaborazione in casa, è un modo per lasciarsi lentamente», afferma Maria Cristina Strocchi, psicoterapeuta di coppia a Vicenza. Gli ingredienti di una coppia longeva, insomma, si leggono ad alta voce insieme. E se qualcosa non ci piace, lo si dice. «Guai stare a guardare per giorni e giorni l’altro sperando che magicamente capisca di cosa abbiamo bisogno, per poi un bel dì urlargli in faccia ‘non ti è mai passato per la testa che se trovi le camicie pulite è perché qualcuno, cioè io, te le lava e te le stira?’. I muri iniziano ad alzarsi in questo modo», avverte l’esperta. Basterebbe dirgli che ci sono momenti in cui si ha bisogno di una mano e se non sa da che parte si ruota la manopola della lavatrice, spiegarglielo: «Potrebbe anche diventare un rito divertente», continua l’esperta.

Uno più uno fa tre
«Passare dall’io e te al noi, ossia l’entità coppia, non vuol dire mettere insieme due individui, ma tre», sostiene Giuseppe Lavenia. «Il noi è un fattore complesso, è un soggetto terzo, è l’unione, la naturale fusione e la nuova creazione di due espressioni dell’amare, simili e diverse allo stesso tempo. Ecco perché la somma dei due partner non segue logiche matematiche», spiega lo psicoterapeuta. La faccenda però non accade per magia: non basta passare tempo insieme per far nascere questo soggetto terzo. «Bisogna fare autoanalisi, almeno una volta alla settimana perché questo succeda», continua Maria Cristina Strocchi. Suggerendo di prendersi del tempo per sé e fare passeggiate in compagnia di qualche punto interrogativo: “Cosa ho fatto per rendere migliore la giornata del mio compagno?”. “Quanto sono stato capace di sentire come stava veramente?”. “Che cosa vuol dire per me oggi il mio rapporto con…?”. “Come posso migliorare ancora la mia relazione?”. “Ho fatto abbastanza per noi?”.

Continuare a scegliersi ogni giorno
Sembrerà banale, ma stare insieme è una scelta, una promessa che si rinnova ogni giorno. «Molte volte si pensa che l’amore basti ad alimentare la vita sessuale ed emotiva della coppia, ma non è così», afferma Lavenia, «bisogna avere voglia di scegliersi ogni giorno. Perché oggi non siamo più le persone che eravamo ieri e nemmeno la coppia che eravamo ieri», fa riflettere l’esperto. In concreto come si fa? «Eliminando i giudizi», suggerisce Strocchi. Facile a dirsi, difficile a farsi. «Se impariamo ad ascoltare è anche facile da fare», assicura la psicoterapeuta. Un esempio? Se la partner torna a casa e inizia a lamentarsi dei colleghi, anziché risponderle che non deve dare peso a quello che è successo in ufficio, proviamo a dirle: “Mi dispiace che tua abbia tante pressioni, come potremmo migliorare la situazione?”. Certo, in pratica sarà lei a dover cambiare qualcosa sul luogo di lavoro, ma far sentire che si è partecipi di quello che sta accadendo alla compagna (o al compagno), aiuta anche a far sentire meno soli nella difficoltà. «L’empatia, la capacità di mettersi nei panni degli altri, e la partecipazione alla vita del partner sono due fattori importanti per far durare la coppia», assicura Maria Cristina Strocchi.

Non darsi mai per scontati
Il silenzio, la fine dei discorsi intimi, è uno dei sintomi di una coppia in difficoltà. Forse, si inizia a parlare di meno perché si pensa di sapere già come l’altro si comporterà o cosa risponderebbe a una nostra domanda. «Siamo continuamente in evoluzione, non possiamo mettere limiti alla capacità di espressione di chi ci è accanto o alla nostra: così facendo ci stiamo dando per scontati e ci priviamo della possibilità di sorprenderci ancora», sostiene Maria Cristina Strocchi. Dovremmo, allora, anche se ci sono figli, trovare il tempo per scoprire chi siamo diventati. «Uno dei consigli che do spesso, quando iniziano situazioni problematiche nella vita a due, è quello di ritagliarsi dei momenti per coltivare il noi. Come lasciare i figli dai nonni, o con la baby sitter per qualche ora e fare ciò che ci faceva stare bene, o trovare nuovi interessi da condividere». E se uno dei due, nonostante il tentativo, non riesce a spiaccicare parola? «In questo caso, la situazione si può già definire grave. Si può prendere spunto da un film, da un libro, e iniziare a parlare di ciò che si è appena visto o letto. Oppure scrivere una lettera al partner. Per continuare a costruire, bisogna cercare di superare gli ostacoli anziché arrendersi davanti alle difficoltà. Questo, però, non vuol dire che in alcuni casi la separazione sia inevitabile. Alcune volte è una benedizione».

Pazienza, amicizia e rispetto non devono mancare
In una coppia di lunga data, stando ai dati, non mancano tre elementi: pazienza, amicizia, e rispetto. A patto che a sorreggere questo triangolo continui a esserci la fiducia. «La pazienza ci insegna a prenderci il tempo di scambiarci i ruoli quando serve, ad imparare ad assumerci responsabilità nel modo più adulto, ad aspettare i tempi dell’altro che potrebbero in alcuni momenti non coincidere con i nostri», sostiene Lavenia. «L’amicizia è uno dei tre pilastri che definiscono la coppia insieme all’eros e all’agape, l’amore incondizionato. E il rispetto più pieno può esserci solo quando siamo consapevoli del valore di chi ci è accanto», aggiunge lo psicoterapeuta. Insomma, davanti ai primi ostacoli, anziché sbottare e andare a cercare soluzioni magari nel letto di altri, proviamo ad esercitare queste tre qualità. «Ci aiuteranno anche a crescere come persone oltre che come coppia».

Nutrire l’intimità, con tutti i sensi
La passione dei primi tempi si trasformerà coi giorni in qualcosa di molto più profondo, solo se il progetto di coppia è forte e ha voglia di rinnovarsi. «Il pensiero comune crede che dopo qualche anno i partner inizino ad avere una vita intima sempre meno brillante», afferma Maria Cristina Strocchi: «in molti casi, quando quel pensiero si traduce in realtà, la frequenza dei rapporti inizia a diminuire con l’arrivo di un figlio. Ma non bisogna lasciarsi andare alla noia o alla monotonia. Essere una coppia di lunga data ha una potenzialità enorme: non si ha più paura di non essere voluti, si conosce quello che piace all’altro e si possono esplorare nuovi confini». Anche in camera da letto, come nella vita di tutti i giorni, non bisogna smettere di essere curiosi e scoprire come cambia il proprio piacere e quello dell’altro. Ogni età, infatti, ha esigenze diverse. «Bisogna anche ricordarsi che l’intimità inizia con uno sguardo, che non vuol dire avere un rapporto completo tutte le volte, ma sta nella voglia di toccarsi, sfiorarsi, annusarsi e sentirsi. Queste piccole attenzione sono un collante fondamentale», sostiene la psicoterapeuta.

Valorizzare le differenze
Una coppia che dura pensa che le differenza dei partner siano una risorsa e non un limite alla crescita del noi o dei singoli. «Uno degli errori che molto spesso rischiamo di commettere è quello di sbandierare quanto sia insopportabile un atteggiamento del compagno o della compagna agli amici. Magari, credendo di essere anche divertenti», fa notare Maria Cristina Strocchi. Ma dire che ogni volta che lei cucina pensiamo a cosa ordinare su un app che consegna cibo a domicilio, o sottolineare che lui non si ricorda il nostro compleanno è un atteggiamento da rivedere, suggeriscono gli esperti. «Così facendo ci si ferisce a vicenda, alimentando rancori e malumori che nel tempo potrebbero minare l’equilibrio. Soprattutto se poi non condividiamo l’accaduto in separata sede, in modo adeguato. Anziché accusare il partner, dovremmo fargli notare che il suo atteggiamento ci ha fatto sentire poco considerati, o ci ha causato disagio. E nella prossima occasione pubblica valorizzare un aspetto dell’altro, oltre che farlo in privato», continua Lavenia.

Servizio di Antonella De Minico. Con la consulenza di Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta specialista della coppia e Direttore del centro polispecialistico Salus a Senigallia (An), e di Maria Cristina Strocchi, psicoterapeuta di coppia a Vicenza e autrice di “La coppia che scoppia. Come prevenire e curare le crisi nelle relazioni sentimentali” (Il punto di incontro edizioni).


di MARIA CRISTINA STROCCHI | 17/09/2018